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Non so se avete anche voi questa impressione, ma con il rapido susseguirsi di eventi economici e geopolitici sembra che il tempo che ci separa dalla fine dell’anno stia volando. Il 2025 ormai alle porte segnerà già il giro di boa del decennio. Ecco perché abbiamo scelto «Ruggenti anni Venti»: la prossima tappa come titolo della nostra pubblicazione Year Ahead. In effetti, da molti punti di vista i mercati hanno rivissuto i «Ruggenti anni Venti». Soprattutto negli USA è possibile tracciare numerosi paralleli con l’età dell’oro di cento anni fa: crescita elevata, mercati in rialzo e aumento accelerato della produttività.

In alcune parti d’Europa, e in particolare in Germania, l’economia e i mercati sono invece meno euforici. Da due anni il nostro vicino settentrionale si trova in una lieve recessione che colpisce la Svizzera e i settori dipendenti dal resto d’Europa. Eppure, le investitrici e gli investitori svizzeri hanno degli ottimi motivi per guardare al nuovo anno con ottimismo. L’economia svizzera figura ancora tra le più competitive e innovative del mondo. Il merito è del mix unico di PMI estremamente agili e capaci di adattarsi e grandi gruppi che operano su scala globale. Si aggiungono poi un eccellente sistema di formazione duale, un basso indebitamento pubblico, un rincaro moderato e bassi tassi d’interesse. Detto questo, anche gli investitori svizzeri saranno chiamati a fare i conti con gli sviluppi globali che dovrebbero caratterizzare la prossima tappa del decennio. Tra di essi ricordiamo un nuovo governo negli USA, dazi e programmi di stimolo in Cina nonché la prosecuzione delle guerre alla periferia dell’Europa. In più, innovazioni trasformative come l’intelligenza artificiale e anche cambiamenti nel campo della gestione di energia e risorse dovrebbero offrire interessanti opportunità di investimento.

Per riassumere, guardando al 2025 che sta per iniziare vediamo una serie di priorità di investimento rilevanti anche e soprattutto per gli investitori svizzeri. In primo luogo, gli investitori in franchi si devono preparare a tassi d’interesse ancora più bassi e quindi andare a caccia di alternative come i titoli azionari che generano reddito e staccano dividendi consistenti. In generale, nel nostro scenario di riferimento con un atterraggio morbido dell’economia mondiale vediamo un ulteriore margine di rialzo per i mercati azionari e concentriamo l’attenzione sugli USA ma anche sull’Asia (a esclusione di Giappone e Cina). Oltre alle interessanti opportunità di investimento nel campo dell’intelligenza artificiale, riteniamo che anche investimenti mirati lungo l’intera catena del valore del settore dell’energia e delle risorse siano estremamente promettenti. A prescindere dalla politica energetica futura della Casa Bianca, l’intero settore energetico (dall’estrazione delle materie prime energetiche a produzione, distribuzione e accumulo per arrivare all’utilizzo in nuove applicazioni in rapida crescita come i data center dell’intelligenza artificiale) subirà una trasformazione enorme che offre margini di crescita alle imprese innovative. In più, consigliamo di sfruttare le fasi di forza del dollaro per vendere il biglietto verde o dotarsi di una copertura valutaria. Riteniamo infine che l’oro vanti un ulteriore margine di rialzo e siamo convinti che i titoli immobiliari globali costituiscano un’interessante classe di attivi alternativa in grado di garantire una buona diversificazione.

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